venerdì 29 maggio 2009

riporto un post di Beppe Grillo

Comunicato politico numero ventuno







Il Sistema è a pezzi. Una piccola spinta. Un alito di vento. Una fotografia riservata di papi. E precipita. La Marcegaglia degli inceneritori ha attivato la sirena d’allarme sull’occupazione. Il Vaticano ha invocato di non lasciare soli i disoccupati. I sindacalisti sono buttati giù dal palco. Draghi, governatore della Banca d’Italia, stima in 10% il tasso di disoccupazione. In meno 5% il PIL. E non è finita qui. Ci stiamo sgretolando. Gli zoccoli cominciano a scaldarsi. Quando chiuderanno Pomigliano e Termini Imerese qualcuno dovrà darsi alla fuga. Siamo i gamberi d’Europa. Chi governa il Paese è fuori controllo, anche del suo controllo mentale. La crisi economica dilaga, e lo psiconano parla di sesso piccante e di grumi eversivi della magistratura. Lo fa con chiunque gli capiti a tiro. Come un vecchio molesto e un po’ rincoglionito che ripete sempre la stessa cosa. Parla della Gandus e di Noemi con la Confindustria dei falsi in bilancio (complimenti per gli applausi contro la magistratura, a buon rendere!). Con la Confesercenti che lo fischia. Con i terremotati in Abruzzo che gli gridano di farsi processare. In Parlamento, Antonio Di Pietro chiede l’impeachment per lo psiconano, corruttore di Mills, e non riesce a raccogliere neppure una sessantina di firme necessarie per la mozione. D’Alema e Casini mi sentite? Bene: andate a fanculo! La responsabilità del diluvio che ci aspetta è vostra. Siete i pali della P2, di Testa d’Asfalto. Lui distrugge l’informazione, il senso dello Stato, la giustizia e voi non avete neppure il coraggio di mettere una firma. Dove erano PDmenoelle e UnioneDeiCarcerati quando fu approvato il Lodo Alfano? Violante chi ti ha autorizzato a lasciare le frequenze di tre reti nazionali a Mediaset? Il Paese può essere rifondato solo dal basso. Da cittadini che si fanno Stato. Io sono in tour elettorale per sostenere le Liste Civiche a Cinque Stelle. Nessuno lo sa. Nessun organo di informazione ne parla. Hanno una paura fottuta. Ma, per magia, quando arrivo, le piazze sono piene di gente entusiasta, pulita che vuole sentire parole nuove e prendere in mano la propria vita, dare un futuro ai propri figli. Persone che si autofinanziano per i palchi, i volantini, gli impianti. Non prendono un euro di soldi pubblici. Gente che non affida i figli all’eroe Mangano per farli accompagnare a scuola. Dobbiamo prendere coscienza che non c’è nessuno dall’altra parte. Che questa Italia e questa vita sono solo nostre. Acqua, energia, ambiente. Tutto. È tutto nostro. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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