martedì 2 giugno 2009

Grillo168 - Il nuovo Savonarola



Signori, siamo a Ferrara. Il palazzo degli Estensi, il castello. Savonarola, in restauro, che mi guarda. Sto girando come un pazzo. Non mi giro perché sono stravolto, ma dentro sono di una felicità estrema. Sto facendo una tournée che neanche quando avevo 21 anni facevo una cosa così. Mi cambio in macchina, mi spoglio nei gabinetti dei bar, mi faccio dare manate, pacche sulle spalle. Giriamo con queste liste civiche che non riesco più a capire cosa siano diventate. Mi sento io un Savonarola. Invece dei piagnoni che lui aveva al seguito, io ho i sorridoni, i gioconi. Sono queste liste civiche che ormai si stanno impadronendo, e ce la faranno sicuramente, dei loro Comuni. Cittadini che entreranno dentro, né di destra, né di sinistra.
Ora io sono tra Padova e Ferrara e faccio ormai comizi. Mi sembra di aver sempre fatto comizi nella vita. Ho sempre fatto comizi. La stampa, i giornali stanno mettendo una cappa di silenzio su queste cose. Anzi, spostano le date. Non ci danno le piazze. Ci decentrano dai centri. Ma la soddisfazione è che tutti i sindaci, PDL e PDmenoelle, queste robe qui che non esistono più, stanno cominciando a copiare tutte le cose che diciamo sulle cinque stelle: l'acqua, l'energie rinnovabili...
Qui ci sono i Ferraresi, la città delle biciclette. Odio le biciclette. Ho già avuto tre incidenti con le biciclette. Ci sono queste vecchie pericolosissime a Ferrara, nel centro, che hanno due borse della spesa, il telefonino e l'ombrello sulla bicicletta. Sono pericolosissime. No, è una città molto a misura d'uomo. Il mezzo di trasporto è la bicicletta. E' fantastico. Peccato che hanno questo petrolchimico, e sarà un disastro. Perché Marghera sta fallendo e i tre centri, Ferrara, Mantova e Ravenna, dipendono dal petrolchimico di Marghera. I prossimi licenziati saranno questi mille operai che lavorano qua.Questo potrebbe essere un centro di eccellenza per tutto: per il turismo, per la qualità della vita, per il cibo, per l'agricoltura che è invece abbandonata.
Mi sento un po' come Savonarola che va in giro con i gioconi invece che coi piagnoni e mi fanno delle cattiverie molto sottili. Nel senso che prima io facevo degli spettacoli, ora faccio dei comizi, leciti e consentiti dalla legge. Per depistare e farci spendere di più dicono che se ci sono io non è comizio, ma è spettacolo. E' spettacolo, allora devi spendere molto di più: devi avere i vigili del fuoco, la sicurezza. Allora devo fare comizi che non siano spettacoli. Devo vietare alla gente di ridere o a ridere di nascosto. E' pazzesco. Le liste saranno una settantina, non riesco a starci dietro, siamo in quattro a certificarle. Noi certifichiamo che siano incensurati. E' la cosa più difficile che mi sia successa nella vita: cercare degli incensurati è pressoché impossibile. Noi ce la facciamo e ce la faremo. Il 6 e 7 giugno ci conteremo. Entreremo come dei virus nei Comuni con dei consiglieri, poi ci riuniremo tutti e faremo una tattica. Li disintegreremo, queste salme della politica. Ci stanno copiando. Il segretario dei DS lo hanno visto sul tetto di un comune che ha visto per la prima volta i pannelli solari. A cinquant'anni scopre i pannelli solari sopra un comune e ne fa uno spot. Sono fantastici. Prendono tutte le nostre idee, ma non le capiscono.
Comunque noi andremo avanti e sicuramente, se non sarà fra un anno sarà fra un anno, due anni, avremo vinto su tutti i fronti. Io sono stanco, senza voce, un po' spompato perché faccio tre, quattro comizi al giorno - non mi era mai successo - però sono di una felicità... torno bambino. Questa immersione nella gente, farmi toccare, abbracciare fotografare ... queste manifestazioni d'affetto... A Bari erano settemila in piazza. Poi ci è andato lo psico-pedo-nano, il nostro presidente del Consiglio, se n'è andato dopo tre minuti. Non c'è oggi un politico in grado di girare senza scorta per le piazze d'Italia.
Io ci sono e sono senza scorta. Anzi, la scorta serve ai cittadini per proteggersi da me!
Quindi, buon 168 e ci vediamo presto. Spero nei vostri comuni. Ciao!



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Brunetta, Tremonti e la carica delle 101 poltrone

Stanco di fare solo norme anti-fannulloni, anti-panzoni, anti-neuroni il ministro Brunetta, con la complicità del suo collega Tremonti stavolta ha fatto una norma pro. Ed ha fatto approvare dal parlamento una sua norma pro-trombati alle elezioni, pro-aumenti delle poltrone e pro-boiardi di Stato. Anche se un po’ anti-contribuente




Tra tutti i ministri del governo più bravo, più bello e più buono del mondo, un governo che è per la libertà, il mercato, l’efficienza, il governo che elimina tutti gli sprechi della politica c’è un ministro, che è il più bravo, il più bello e il più buono di tutti. Un ministro che piace alla gente, perché non si lascia mai intimidire, perché è un po’birichino e anche un po’ maleducato, ma che vuole davvero cambiare le cose: Renato Brunetta. Il ministro che ha lottato e sconfitto gli statali fannulloni. Ora grazie a lui, la pubblica amministrazione è diventata efficiente. Adesso per sbrigare una pratica anziché un anno bastano 365 giorni. Adesso la gente risponde al telefono non dopo un’ora, come prima: ora bastano appena 60 minuti. Adesso per avere risposta ad una qualunque richiesta non serve un trimestre: bastano solo 3 mesi.

E nel governo più buono più bello e più bravo del mondo c’è pure un altro campione: Giulio Tremonti, l’uomo dei miracoli: quello che riesce a fare qualsiasi cosa in 9 minuti e mezzo: mangiare, dormire, fare l’amore, scrivere la legge finanziaria. Che è riuscito ad aumentare le spese, diminuire le entrate e far credere di aver risanato il bilancio dello Stato. Che aveva capito la crisi che arrivava sule banche, per questo varò a luglio la Robin tax e a settembre le ricoprì di aiuti di Stato.

Ma Brunetta (come il suo compare Tremonti) non si accontenta mai. Ha lanciato un’altra battaglia di civiltà, stavolta contro i poliziotti panzoni. Quei poliziotti che se ne stanno tutto il giorno in ufficio a non fare niente, con la scusa che i Pc non funzionano, le auto sono senza benzina e non ci sono più i soldi neppure per gli stipendi. Poliziotti che non prendono mai un’iniziativa: anziché le auto potrebbero rincorrere i delinquenti a piedi, o in bicicletta (naturalmente la propria). Poliziotti che poi si lamentano perché il povero governo è stato costretto ad introdurre le ronde.

Ma il ministro Brunetta ha anche mille altre idee geniali contro gli sprechi, le inefficienze, per cambiare il volto dell’Italia. Come quella fantastica idea di obbligare gli impiegati ad indossare la giacca e cravatta in ufficio. Perché ci vuole decoro e rispetto del pubblico. E che sarebbe la svolta per il recupero di produttività della pubblica amministrazione: vuoi mettere la differenza di fare 2 ore di fila al catasto davanti ad un impiegato in gessato blu, o andare per 15 giorni consecutivi al ministero per sapere se la tua domanda è stata accolta parlando ad un impiegato allo sportello in elegante blazer. E’ tutta un’altra cosa!

Ma tra le fantastiche trovate di Brunetta (in compagnia del suo compare Tremonti) ce ne è una semplicemente unica. Quella che ci mostra davvero quanto stanno cambiando le cose in questa nostra bella Italia, grazie agli uomini e alle donne di questo governo buono, bello e bravo. Basta leggere l’articolo di una legge appena approvata dal Parlamento e firmata naturalmente dai bravissimi, bellissimi, buonissimi Renato Brunetta e Giulio Tremonti.

Si tratta della legge intitolataDisposizioni per lo sviluppo, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” appena approvata dal Senato. Una di quelle leggi piene di norme piccole piccole, di cui pochi parlano, ma che dà il segno del vero cambiamento. All’articolo 71 di questa legge viene modificata una norma della Legge Finanziaria 2008, varata dal Governo Prodi. Quel governo di ladroni, spreconi, cattivoni, che aveva ridotto l’Italia a sembrare quasi un paese come tutti gli altri.

Una norma che prevedeva, per le società di proprietà pubblica non quotate in borsa un numero massimo di consiglieri di amministrazione pari a 3, invece dei 5 stabiliti fino a quel momento, oppure a 5 se fino ad allora fossero stati 7. Una norma pletorica, quasi come il Parlamento. Complicata, difficile da capire. Antica. Ed ecco che il bravo, bello, buono Brunetta ha cambiato la legge. Ed ha previsto la possibilità di aumentare da 3 a 5 (o da 5 a 7) il numero dei consiglieri di amministrazione delle società controllate dallo Stato e non quotate in Borsa. Eliminando quindi la norma del precedente governo, quello dei brutti, sporchi e cattivi, il governo Prodi.

Ma quanto è bravo, ma quanto è buono, ma quanto è bello il nostro ministro. Lui è sempre anti-sprechi, anti-lassismo e pure anti-patico. Pure questa è una norma anti. Non è anti-fannulloni, non è neppure anti-panzoni. Ma è una legge anti-elezioni. Sì, perché tra pochi giorni si vota, e sono molti i candidati che si danno battaglia per un seggio al parlamento europeo, o in qualche importante comune, o provincia. Non tutti riusciranno ad essere eletti. E qualcuno potrebbe ritrovarsi - poverino - senza lavoro. Ma questo è il governo che “Non lascerà indietro nessuno“.

Ed ecco che Brunetta, firmatario della legge assieme a Tremonti, si è ricordato che sono in scadenza un sacco di Consigli di amministrazione di società di proprietà dello stato: l’Anas, la Fintecna, la Fincantieri, l’Enav, e anche Trenitalia. E hanno avuto una fantastica idea: aumentare il numero dei consiglieri di amministrazione, così che se qualche poveretto finisse per essere trombato alle elezioni nonostante gli era stato promesso un posto sicuro in qualche parlamento o consiglio comunale e provinciale, si potrebbe accontentarlo con un posto in qualche CdA. Una norma anti-elezioni e anche un po’ anti-elettori.

Nel mentre si acquistano le poltrone nuove di zecca per i boiardi che verranno, salutiamo con gioia il ministro più bravo più bello più buono del mondo: Renato Brunetta e il suo degno compagno di merende Giulio Tremonti. Dopo la lotta ai fannulloni, le ingiurie ai panzoni, arrivano le pernacchie agli elettori un po’ fresconi. Già pronto il nuovo slogan per la campagna elettorale del PdL: più poltrone per tutti!

Meditate, gente, meditate !

Buon tutto!




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venerdì 29 maggio 2009

Sapete una s... voi, della Crisi.



Forse vi è capitato di vedere questo spot della Coca Cola, quello con protagonista la bimba Giulia, pisana (dall'accento romano). Incentrato sul tema della "crisi", ha fatto infuriare gli albergatori, perché invita ad andare in vacanza dalla nonna anziché a spendere nelle aziende turistiche. Attendiamo a pié fermo la reazione dei ristoranti di sushi e dei produttori di auto.
Ma ci chiediamo altresì come mai il messaggio per uno stile di vita più sostenibile debba essere affidato ad una multinazionale che ne ha, di cose sulla coscienza (a cominciare dal massacro di sindacalisti in Colombia). Ci sarebbe piaciuto vedere Giulia, insomma, martellarci con una bella Pubblicità Progresso in cui concludeva brindando a succo di frutta mentre il papà gusta del buon vino nostrano.
Utopia? Probabile. Intanto i pisani ne hanno fatta un versione geniale in cui sfottono i livornesi e ci insegnano come si vive sostenibile "alla toscana"... guardatevelo, è proprio carino.



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L’intercettazione fra Tonì e Clemè



Tra una settimana gli italiani saranno chiamati alle urne per votare i candidati da mandare all’europarlamento di Bruxelles. Ce ne sono tanti. Alcuni sono di spessore come Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Carlo Vulpio, altri sono impresentabili come Clemente Mastella. Già dipendente Rai per intercessione di Ciriaco De Mita, già deputato per 5 lustri, già senatore e ministro dell’ingiustizia del governo Prodi, già ministro anche del primo governo Berlusconi, già rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione a delinquere e concussione dalla procura di Napoli, già in fraterna confidenza con Antonio Saladino che chiama Tonì, anima e corpo dell’Opus dei calabrese, numero uno degli indagati nell’inchiesta Why not sul destino dei finanziamenti che giungevano a decine di società create assieme ai partiti ridotti a comitati d’affari, definito da De Magistris “uomo al centro di un potere politico-economico non discutibile che manifesta una conoscenza verso esponenti politici di riferimento nazionali e regionali“.

La telefonata intercettata, depositata agli atti, risale al marzo del 2006 quando Mastella, da deputato, era alle prese con la sua campagna elettorale targata Udeur, col quale raccoglierà l’1,4% di voti che una volta messi sul tavolo di Romano Prodi gli varranno in cambio il dicastero alla giustizia per tutta la breve durata del governo.

Fino ad oggi quella telefonata fra Saladino e il candidato europeo del Pdl Clemente Mastella, era stata pubblicata soltanto sui giornali. Dal colloquio emerge lampante l’immediata disponibilità di Mastella nei confronti del principale indagato di Why not a ricevere il costruttore toscano Valerio Carducci, titolare di un’impresa che già da tempo si aggiudicava appalti pubblici.

Da oggi quella telefonata è dsponibile anche in versione ufficiale QUI per la sua diffusione, affinché gli italiani sentano, sappiano e si facciano una propria idea prima che il governuncolo del corruttore vieti l’utilizzo delle intercettazioni, come ha intenzione di fare subito dopo il voto delle europee.
Buon ascolto.


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riporto un post di Beppe Grillo

Comunicato politico numero ventuno







Il Sistema è a pezzi. Una piccola spinta. Un alito di vento. Una fotografia riservata di papi. E precipita. La Marcegaglia degli inceneritori ha attivato la sirena d’allarme sull’occupazione. Il Vaticano ha invocato di non lasciare soli i disoccupati. I sindacalisti sono buttati giù dal palco. Draghi, governatore della Banca d’Italia, stima in 10% il tasso di disoccupazione. In meno 5% il PIL. E non è finita qui. Ci stiamo sgretolando. Gli zoccoli cominciano a scaldarsi. Quando chiuderanno Pomigliano e Termini Imerese qualcuno dovrà darsi alla fuga. Siamo i gamberi d’Europa. Chi governa il Paese è fuori controllo, anche del suo controllo mentale. La crisi economica dilaga, e lo psiconano parla di sesso piccante e di grumi eversivi della magistratura. Lo fa con chiunque gli capiti a tiro. Come un vecchio molesto e un po’ rincoglionito che ripete sempre la stessa cosa. Parla della Gandus e di Noemi con la Confindustria dei falsi in bilancio (complimenti per gli applausi contro la magistratura, a buon rendere!). Con la Confesercenti che lo fischia. Con i terremotati in Abruzzo che gli gridano di farsi processare. In Parlamento, Antonio Di Pietro chiede l’impeachment per lo psiconano, corruttore di Mills, e non riesce a raccogliere neppure una sessantina di firme necessarie per la mozione. D’Alema e Casini mi sentite? Bene: andate a fanculo! La responsabilità del diluvio che ci aspetta è vostra. Siete i pali della P2, di Testa d’Asfalto. Lui distrugge l’informazione, il senso dello Stato, la giustizia e voi non avete neppure il coraggio di mettere una firma. Dove erano PDmenoelle e UnioneDeiCarcerati quando fu approvato il Lodo Alfano? Violante chi ti ha autorizzato a lasciare le frequenze di tre reti nazionali a Mediaset? Il Paese può essere rifondato solo dal basso. Da cittadini che si fanno Stato. Io sono in tour elettorale per sostenere le Liste Civiche a Cinque Stelle. Nessuno lo sa. Nessun organo di informazione ne parla. Hanno una paura fottuta. Ma, per magia, quando arrivo, le piazze sono piene di gente entusiasta, pulita che vuole sentire parole nuove e prendere in mano la propria vita, dare un futuro ai propri figli. Persone che si autofinanziano per i palchi, i volantini, gli impianti. Non prendono un euro di soldi pubblici. Gente che non affida i figli all’eroe Mangano per farli accompagnare a scuola. Dobbiamo prendere coscienza che non c’è nessuno dall’altra parte. Che questa Italia e questa vita sono solo nostre. Acqua, energia, ambiente. Tutto. È tutto nostro. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

giovedì 7 maggio 2009

Energy Revolution!



Per il lancio internazionale del rapporto Energy [R]evolution 2008" Greenpeace si è affidata ad un aiuto storico, quello di John F. Kennedy. In questo video ci sono le parole che Greenpeace vorrebbe venissero presto pronunciate: Energy Revolution! Perchè la vera alternativa ai combustibili fossili è puntare su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. In questa fase di crisi economica, la necessità di sostenere in tutto il mondo una rivoluzione energetica pulita è più urgente che mai.

mercoledì 15 aprile 2009

riporto un post di beppegrillo.it

Stiglitz e Le Liste Civiche




Mi scrive Joe Stiglitz, premio Nobel per l'economia. Stiglitz appoggia l'idea del movimento dal basso e le Liste Civiche per i Comuni a Cinque Stelle. E' una grande notizia!
La parola crisi è la più usata per definire questo momento storico. E' però una delle più inappropriate. Si dovrebbe parlare di cambiamento della società, della produzione, del concetto stesso di produzione. La democrazia rappresentativa con la delega in bianco è un relitto del passato che andrà ad aggiungersi ai numerosi "ismi" in soffitta. Quello che ci aspetta non è ancora chiaro, ma il cambiamento sarà di sistema, riguarderà ogni cosa. Ognuno deve diventare rappresentante di sè stesso. Partecipare in prima persona allo sviluppo della società in cui vive. Disponiamo di un solo pianeta e di una sola vita. Il resto è niente. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Dear Beppe,
in questo momento siamo di fronte a due crisi: una crisi finanziaria globale ed una persino più profonda, climatica, i cui effetti ci potrebbero sembrare più distanti, ma che in realtà dipendono da ciò che facciamo ora.
Queste crisi hanno le loro cause sia nelle storture a livello finanziario che nel cambiamento climatico, si possono risolvere solo se i cittadini sono coinvolti direttamente. Da parte mia, ho sempre ritenuto che i cambiamenti sociali ed economici fossero possibili solo da un movimento popolare dal basso.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha fatto questo impostando larga parte della sua campagna con il rapporto diretto con la cittadinanza attraverso internet e lanciando poche settimane fa la sua “rivoluzione verde”. Questo cambiamento può assumere altre forme di partecipazione dal basso attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. Una novità molto importante è quella che mi raccontano i miei collaboratori italiani: attraverso la rete del tuo blog si stanno formando liste civiche locali con l’obiettivo di iniziare a modificare il modo di vivere, produrre e consumare. I cittadini si organizzano direttamente ed orizzontalmente utilizzando la rete e partendo dal livello amministrativo a loro più vicino.
Per uscire della crisi climatica e finanziaria bisogna puntare sul risparmio e l’efficienza energetica. Pensiamo alle centinaia di migliaia di posti di lavoro che si possono creare ristrutturando secondo i canoni di efficienza e risparmio energetico gli edifici privati e pubblici. Secondo un recente lavoro del Peterson Institute, spendendo 10 miliardi di dollari (7,9 miliardi di euro) per isolare termicamente le abitazioni USA, potremmo creare più di 100.000 posti di lavoro tra il 2009 e il 2011, portando un beneficio duraturo all’economia stimato da 1,4 a 3 miliardi di dollari tra il 2012 e il 2020.Accanto allo sviluppo delle nuove tecnologie e delle fonti rinnovabili attraverso una economia sempre a minor impatto di anidride carbonica e fumi inquinanti, occorre porre l’obiettivo di “rifiuti zero”, cioè programmi che prevedano il riciclo totale dei materiali e la non produzione di rifiuti. Una via intrapresa da grandi metropoli della California che può portare benefici economici, lavorativi, ambientali.
Guardo con grande attenzione a questa vostra novità nella speranza che possa offrire una nuova prospettiva di equo benessere per il futuro di tutti. Un abbraccio." Joe Stiglitz

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